Visualizzazione post con etichetta guide. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guide. Mostra tutti i post

domenica 31 ottobre 2010

Riapre il Forte Malatesta

Forte Malatesta: il torrione centrale

Forte Malatesta: prospetto ovest


Forte Malatesta: visuale dal ponte di Cecco.

Ascoli Piceno è una città incantevole, lo sanno bene tutti i nostri ospiti che, venendo in vacanza qui da noi, dedicano almeno una giornata a visitarla. Ieri notte alla città è stato restituito uno dei monumenti più belli ed affascinanti, dopo più di 30 anni di chiusura al pubblico. Si tratta del Forte Malatesta che difende(va) la città dal lato est, dominando il piccolo ponte di Cecco, l'unico accesso possibile nei secoli scorsi.
Il forte Malatesta ha una storia molto lunga ed appassionante legata al popolo ascolano, alle sue lotte. All'interno si sono succeduti i padroni della città, le rivolte contro la tirannia, le leggende di necromanzia e magia nera. 
La bellezza dell'edificio è indiscutibile. Al suo interno ci sono tracce delle antiche terme romane, la chiesa sconsacrata della Madonna del Lago, le grandi sale delle riunioni e dei banchetti, passaggi stretti ed ampi saloni. Il travertino racconta la sua storia, così come le scritte sugli architravi, il fossato, le finestre e i portoni.
Entrare al Malatesta ha il sapore deciso di un salto indietro nel tempo, la struttura stessa ti emoziona e ti regala una sensazione 'medioevale', imponente e umile allo stesso tempo. Con un po' di attenzione, sembra di sentire i rumori e le voci dei soldati, lo sferragliare delle armature, gli ordini impartiti sopra al rumore degli zoccoli dei cavalli. 

E da oggi, questo bellissimo forte, è visitabile ed accoglierà mostre, il museo dell'alto medioevo e convegni ed iniziative di ogni genere. Non mancate di visitarlo, vi affascinerà!

mercoledì 23 settembre 2009

CeReale - Azienda Agricola Moretti





Amici del Nascondiglio,

oggi vi presentiamo un birrificio molto interessante, si chiama CeReale e si trova a Monte Giberto, un piccolo paese a pochi chilometri dal Nascondiglio. L'azienda agricola inizia con la propria produzione di orzo, grano, girasoli e molto altro. Da un paio d'anni il signor Alvaro ha deciso di intraprendere una nuova strada, spinto dalla passione per la birra. In poco tempo ha messo su una piccola produzione che parte dagli stessi prodotti che coltiva e che trasforma in birre crude non filtrate e che vende sul mercato locale. Noi l'abbiamo scoperta grazie ad uno dei nostri ospiti che sono venuti qui da noi durante l'estate. Trovare il birrificio non è stato certo facile, ma la cortesia della padrona di casa e la grande qualità delle birre ci ha notevolmente ricompensato della fatica. Per il momento ci sono in produzione una ale, una weiss, due tipi di ambrate (o rosse), una rossa amara e una bionda aromatizzata al miele, mentre per natale uscirà una birra molto particolare in bottiglie da spumante.
La produzione è ancora limitata, ma si vede subito la passione dei proprietari che giorno dopo giorno sperimentano e migliorano il prodotto andando alla ricerca dei lieviti e dei luppoli e pensando per il futuro di riuscire a produrre da soli la maggior parte degli ingredienti.
Oggi il mercato ci propone moltissime birre per tutti i gusti. Sia quelle da supermercato in bottiglia e lattina, sia quelle che assomigliano a grandi vini, sia per il grado alcolico che per il costo. La birra CeReale, invece, è intensa nel sapore, decisa come il carattere e i sogni di chi la produce ma facile da bere anche in una giornata calda. Noi vi consigliamo di cercarla sul mercato e soprattutto l'abbiamo scelta come la birra ufficiale del Nascondiglio di Bacco.
Buona bevuta!

martedì 7 luglio 2009

Quercus Park di Ripatransone

Amici del Nascondiglio,

quest'anno vi proponiamo una bella novità per un pomeriggio di divertimenti a poca distanza dal nostro agriturismo. Si tratta del Quesrcus Park di Ripatransone, per l'esattezza a contrada Sant'Angelo. Si tratta di un parco di avventure per bambini, ragazzi ed adulti che vogliono cimentarsi in giochi al contatto con la natura. Liane, ponti tibetani, percorsi ad ostacoli e molto altro saranno il modo per trascorrere diversamente ed avventurosamente una giornata qui da noi. E, per i nostri ospiti, uno sconto speciale per l'ingresso del Quercus Park.

venerdì 26 settembre 2008

Sibillini, Castelluccio, pranzo da Beccofino a Norcia e visita ad Assisi

panorama dal Pian Grande, sotto il monte Vettore

Uno dei negozi di prodotti tipici di Castelluccio

4 chiacchiere sul balcone della Basilica Superiore di Assisi

Visuale della Basilica di Assisi


Cari amici del Nascondiglio di Bacco,

oggi possiamo suggerirvi e mostrarvi un bell'itinerario che potrete programmare venendo qui da noi. Lunedì, giornata troppo piovosa per lavorare nei campi, abbiamo organizzato un bel viaggio con le nostre colleghe di master: Allison e Angela.
Primo obiettivo: la montagna. Siamo partiti la mattina alle 10 circa alla volta di forca di Presta, appena sotto il monte Vettore. Una bella passeggiata per vedere il panorama e scattare qualche foto e poi velocemente a Castelluccio dove abbiamo assaggiato il formaggio fatto in zona ed abbiamo acquistato alcuni legumi tipici come le lenticchie, il farro e la cicerchia.
Quando si è fatta ora di pranzo ci siamo spostati nella vicina Norcia, non senza aver ammirato lo splendido Pian Grande, l'altipiano posto sotto il monte Vettore. Il pranzo nella piazza di Norcia (nel ristorante Beccofino) è stato ovviamente sublime e davvero soddisfacente. Poi un piccolo giro nel paese per ammirare la bella chiesa di San Benedetto (costruita secondo tradizione sulla sua casa natale), il viale principale e le mura a forma di cuore. 
Appena dopo siamo partiti alla volta di Assisi, distante 45 minuti di macchina. Inutile descrivere la bellezza della città del Santo Povero. Santa Maria degli Angeli, la Porziuncola, la basilica Superiore e quella Inferiore con le loro opere di Giotto e Cimabue... Una sensazione indescrivibile e bellissima!
Infine siamo tornati a casa in tutta tranquillità, pronti per cucinare e trascorrere una bella serata in compagnia.

giovedì 10 luglio 2008

La gola dell'Infernaccio



Oggi noi del Nascondiglio, compreso il nostro cane Bacco, abbiamo deciso di prendere una giornata di "riposo" ed andare a fare una delle tante escursioni sui Monti Sibillini che consigliamo ai nostri ospiti. Ed abbiamo scelto sicuramente una delle più suggestive e pittoresche. Siamo andati a Montefortino per proseguire alla volta della Gola dell'Infernaccio, fino alle foci del fiume Tenna. Una camminata fra gole profonde dove scorre acqua incontaminata, fino ad arrivare ad una piccola piana dove, da sotto terra, da sotto un sasso e perfino da sotto un cespuglio, il fiume prende vita. 
Una passeggiata di due ore o poco meno che rigenera, diverte e ci ha fatto sentire più a contatto con la natura.
Sulla via del ritorno, poi, abbiamo deciso di fermarci alla chiesa di San Leonardo, che nasconde dentro di sé una storia quantomeno singolare: Padre Pietro, un frate cappuccino, nel lontano 1965 andò a visitare quello che era stato un importante convento fra i monti. Ne erano rimaste solo alcune pietre e l'edificio era diventato una stalla per pecore. Seguendo la sua vocazione e la chiamata del Signore, decise di ricostruire l'antica chiesa, mattone dopo mattone, superando i sentieri impervi e anche gli ostacoli burocratici e non solo. Dopo più di 40 anni, l'opera è quasi del tutto completata, e la visione che si mostra ai montanari ed ai fedeli è davvero suggestiva. Il lavoro duro di un uomo che si è tramutato in un'isola fra i monti, un luogo di meditazione, di preghiera e di accoglienza come ce ne sono davvero pochi.
Naturalmente il posto vale la breve deviazione dal sentiero principale e noi vi suggeriamo di andare a conoscere padre Pietro, magari solamente per due minuti e per godere della pace e della tranquillità di questi luoghi così magici, in un panorama dominato dalla Priora (una delle più alte vette dei Sibillini) e dal rigoglioso colore verde dei boschi del parco.
Sarà una gita che non dimenticherete!

Nelle foto sopra una cascata lungo la gola dell'Infernaccio, panorama del versante nord del percorso, panorama della chiesa di San Leonardo, frutto dell'impegno di padre Pietro e della generosità di tanti amici montanari. Per maggiori informazioni sulla chiesa: www.sanloenardodeisibillini.it

lunedì 30 giugno 2008

norcia e la lenticchia del Pian Grande



Quando gli ospiti del nostro agriturismo ci chiedono dove andare e cosa vedere nella zona, abbiamo sempre l'imbarazzo della scelta e cerchiamo di capire quali possono essere i posti migliori per ogni gusto. Un'escursione su cui sappiamo di andare sul sicuro è quella nel parco nazionale dei Monti Sibillini. 
Il posto è davvero incantato e, che vi piaccia la montagna oppure no, non potrete non rimanerne affascinati. 
Ieri abbiamo percorso il più semplice degli itinerari (ed in realtà non abbiamo potuto camminare quanto volevamo, per questioni di tempo metereologico).
Il percorso è comunque semplice e molto interessante: siamo andati a Norcia, a meno di un'ora di macchina, dove si può ammirare la piccola città circondata da spesse mura che hanno la forma di un cuore, quasi che il paese sia proprio il cuore dell'Italia. Ed in effetti, storicamente, grazie al suo più illustre cittadino, San Benedetto, Norcia potrebbe essere considerata perfino il cuore di tutta l'Europa. Oltre ad ammirare la bellissima piazza (nella prima foto), i vicoli, i tanti negozi di norcineria dove trovare specialità al tartufo, formaggi e insaccati di ogni genere e gusto, il paese ha numerosi ristoranti che meritano una sosta, uno fra tutti "Beccofino" che, come sanno i nostri ospiti, amiamo particolarmente. Ieri è stato il momento per una sosta e per apprezzare il "menù estivo" che proponeva fra le altre cose il baccalà allo yogurth, panzerotto fritto al prosciutto di norcia e formaggio, carpaccio di manzo su letto di fagiolini alle alici e un dessert con crema di mascarpone e lamponi freschi da agricoltura biologica.... davvero squisito!
Poi, anche per digerire il pasto buonissimo, siamo andati sulla piana di Castelluccio, un altopiano davvero suggestivo dove viene coltivata la famosa lenticchia (quella che non deve essere messa a bagno prima della cottura). Lo spettacolo è indescrivibile. Trovarsi al centro di una pianura così estesa e circondata da montagne come il Vettore e la Sibilla lascia un senso di pace anche nei giorni di tempo incerto (seconda foto) come ieri. 
I temporali rapidi ed improvvisi lasciano spazio al sole e viceversa, con una rapidità quasi improvvisa. Si rimane fermi ad ammirare quello che può fare la natura, estasiati davanti ad uno spettacolo unico.
Quindi una passeggiata sui sentieri che, con la giusta attrezzatura, può diventare una scalata al Vettore (2 ore e mezzo per camminatori non esperti) oppure alla Sibilla, oppure magari una gita lungo la gola dell'Infernaccio e molto altro.
Se preferite visitare i paesi dovete salire a Castelluccio, sia per il bellissimo panorama sulla valle, sia per l'unicità del posto, un villaggio di pastori e coltivatori che ancora rimane intatto nel suo strano isolamento.
Quindi per i gastronomi un'altra tappa: il paese di Visso (25 km di distanza circa) per apprezzare la bellezza del borgo e per i buoni salumi e formaggi che Pettacci, vicino alla piazza principale, affina e vende, cercando da sempre la migliore qualità e la tradizione nei procedimenti di preparazione. Nella sua bottega troverete infatti un ciauscolo senza conservanti di rapido consumo, oppure i formaggi di pecora sopravvissana del presidio Slow Food, o ancora i prosciutti di maiale autoctono, al centro di una riscoperta dopo la lunga fase di industrializzazione del prodotto.
Alla fine della giornata tornerete al Nascondiglio di Bacco quasi sorpresi delle bellezze e dei sapori che avete conosciuto.

venerdì 23 maggio 2008

L'oasi degli Angeli


(l'interno della sala dell'agriturismo)

(Marco in mezzo ad uno dei suoi vigneti, circa 15 mila piante per ettaro)

Ne abbiamo già parlato lo scorso anno, ma lo confessiamo, a noi del Nascondiglio di Bacco piace molto la realtà dell'Oasi degli Angeli. Lo consigliamo a tutti i nostri ospiti e siamo sempre più convinti che sia uno dei posti da conoscere.
L'Oasi degli Angeli, per chi non la conoscesse, è una delle cantine più importanti delle Marche e di sicuro anche una delle più importanti d'Italia. Produce un unico vino, il Kurnì (accento sulla i) prodotto con solo montepulciano d'abruzzo nelle vigne attorno alla casa.
Ma quello che interessa non è solamente il vino. Abbiamo parlato in un post precedente del ristorante dove la famiglia produce e serve piatti davvero unici, tutti frutto delle coltivazioni e degli allevamenti dell'agriturismo. Ma il nocciolo davvero importante e bello è la storia e la filosofia dell'Oasi. 
Il nome proviene dal fatto che la casa colonica dove ha sede il ristorante e la cantina era una volta abitata da famiglie numerose piene di bambini e ragazzi, cioè angeli. Il ritmo della vita è ancora agricolo e rurale. Il pane è cotto nel forno a legna, i lavori in vigna sono svolti tutti dalla famiglia, con la dovuta calma. Le piante di montepulciano sono trattate nel massimo rispetto, evitando lavorazioni estenuanti in campo e anche i trattamenti più semplici sono ridotti al minimo. Il sistema di impianto è il più simile possibile a quello che 60 anni fa veniva applicato in zona: ogni barbatella ha un proprio palo e si lega ad esso nella fase della crescita. Ogni pianta mette due o tre grappoli e da questi nasce un prodotto unico.
La folle corsa del mercato del vino, il vociare delle guide di degustazione e dei giornali enogastronomici sono davvero lontani e sembrano davvero un pallido riflesso di qualcosa di inconsistente. Ciò che è reale è la bellezza selvaggia del paesaggio, il ritmo di un'erba che cresce, le immagini di piccoli grappoli che cambiano colore. 
Tutto questo non lasciando mai indietro il tempo per la meditazione, perché ogni gesto ha un suo significato.

- ricordate di votarci sul sito bed-and-breakfast.it semplicemente cliccando sul banner del portale che trovate nella colonna di sinistra sotto la sezione "foto del nascondiglio", oppure se siete stati nostri ospiti scrivete un commento su www.tripadvisor.it andando sul sito, iscrivendovi e lasciando un commento al Nascondiglio di Bacco!

mercoledì 21 maggio 2008

Il museo della ceramica, Ascoli Piceno


Cari amici del Nascondiglio di Bacco,

continuando a parlare di Ascoli Piceno, non possiamo non soffermarci sul recente museo della Ceramica. Abbiamo già parlato degli artigiani che nella provincia portano avanti quest'arte della decorazione e della creazione di vasi, quadri, suppellettili, piatti e molto altro. La tradizione è molto antica e proprio per questo il comune ha deciso di inaugurare, lo scorso anno, un museo ad essa dedicato. 
Lo troverete nella bellissima sede del polo di San Tommaso, ristrutturato completamente per l'occasione e ricavato dal convento della chiesa, risalente al periodo romanico. Tutta la zona merita sicuramente una visita per ammirare la bellezza di uno stile architettonico semplice e essenziale. Potrete quindi visitare la chiesa di San Tommaso e successivamente entrare nel museo (prezzo del biglietto: 5 euro incluso un ingresso alla pinacoteca comunale).
Dentro vi troverete un percorso storico all'interno della produzione della ceramica picena, passando dal 1600 fino al secondo dopoguerra. Ma gli artigiani della zona sono davvero ancora molto attivi e visitare le loro botteghe sarà davvero un piacere che porta ad ammirare opere uniche sia in stile classico che in stile più moderno, create secondo sistemi spesso personalizzati o addirittura inventati dagli stessi artigiani.
Sempre nel museo troverete esempi di altre produzioni di ceramica molto importanti come quella toscana e quella di Deruta (Umbria) per aiutare in un visibile confronto fra i differenti stili in modo da apprezzarne peculiarità e differenze.
Non mancate un percorso così interessante!

- ricordate di votarci sul sito bed-and-breakfast.it semplicemente cliccando sul banner del portale che trovate nella colonna di sinistra sotto la sezione "foto del nascondiglio", oppure se siete stati nostri ospiti scrivete un commento su www.tripadvisor.it andando sul sito, iscrivendovi e lasciando un commento al Nascondiglio di Bacco!

lunedì 19 maggio 2008

Ascoli Piceno e la sua storia


Chiamata città delle 100 torri per le sue tante costruzioni gentilizie, oggi Ascoli ha mille angoli da scoprire, mille foto da fare, odori e sapori da esplorare.
Iniziando dal bellissimo Duomo consacrato a Sant'Emidio, primo vescovo e patrono della città. Il tempio sorge sui resti della Basilica romana del foro. Al suo interno un bellissimo coro in noce massiccio, l'altare maggiore del 1895, gli affreschi sul catino absidale e il famoso polittico del Crivelli ammirato come una delle migliori opere del grande artista. Si passa quindi alla cripta dove, attorno alla venerata tomba di sant'Emidio, si scoprono affreschi e mosaici che raccontano la storia della città e del suo protettore. La facciata, infine, di Cola d'Amatrice, risale al 1539.
Si prosegue poi nella bellissima piazza Arringo su cui affaccia il palazzo comunale con i suoi giardini e musei, il museo di arte antica e il palazzo vescovile. Nella piazza chiusa al traffico, si può sostare per prendere un aperitivo oppure mangiare olive fritte al cartoccio.
Si passa quindi a piazza del Popolo, chiamata il salotto d'Italia, dove trovate il bellissimo caffè Meletti che ha compiuto cento anni nel 2007. In perfetto stile liberty conserva tutta la raffinatezza della Belle Epoque. Non mancherete un assaggio dell'anisetta con la goccia oppure un ottimo vino del territorio, magari seduti al tavolo all'aperto.
Con lo sguardo si ammirano il loggiato che circonda la piazza, l'imponente palazzo dei Capitani del Popolo, la bellissima chiesa di San Francesco, iniziata nel 1258 e terminata trecento anni più tardi. E' proprio lei che con la sua imponenza caratterizza e chiude la piazza dal lato nord. Completamente costruita in travertino, ha sulla facciata le statue dei papi piceni, un'edicola con il ritratto della Madonna e la loggia dei mercanti, il luogo ove venivano vendute le principali merci in epoca medioevale. Accanto alla chiesa due chiostri, quello maggiore recentemente ristrutturato e sede del mercatino mensile dell'antiquariato e quello più piccolo ancora oggi luogo riservato ai francescani.

domenica 18 maggio 2008

VINCENZO PAGANI - Un pittore devoto tra Crivelli e Raffaello


Amici del Nascondiglio di Bacco e amici dell'arte... oggi c'è una bella sorpresa per tutti quelli che, venendo nel nostro b&b nelle Marche, vogliono anche conoscere l'arte del territorio. Oltre ai numerosi musei della zona, oltre ai musei ascolani, vogliamo segnalarvi la grande mostra su Vincenzo Pagani che aprirà il 31 maggio e rimarrà allestita fino al 9 novembre. 
Per tutti quelli che saranno nostri ospiti e vorranno anche visitare la città di Fermo e l'esposizione, uno sconto sul biglietto d'ingresso: 5 euro anziché 8 euro grazie all'ufficio promozione del sistema museale di Fermo.

Ecco alcune informazioni sulla mostra:

Nuova mostra rivelazione nelle Marche con la splendida città di Fermo che porta all’attenzione del grande pubblico Vincenzo Pagani, un artista che ha avuto il merito e la capacità di unire le più diverse tendenze artistiche presenti nella Marca cinquecentesca e riconoscere quale di queste avrebbe segnato la pittura rinascimentale. 

In mostra nella meravigliosa cornice del duecentesco Palazzo dei Priori  di Fermo, 50 opere, di cui 30 pale d’altare, provenienti da illustri musei italiani e da privati, scelte da un Comitato Scientifico presieduto da Vittorio Sgarbi.  

Di concerto, l’affascinante sezione espositiva “fuori mostra” con un circuito di opere lungo un itinerario che tocca 17 piccoli centri storici del territorio che permetterà di far emergere tutto il fascino di una personalità assai originale, una personalità artistica tutta da scoprire il cui rilievo va ben oltre il confine regionale.  

L’esposizione nasce con una duplice finalità: sottolineare le affinità elettive che legano il Pagani ad altri maestri attivi nella Marca ed attratti dai modelli raffaelleschi quali Cola dell'Amatrice, Innocenzo da Imola, Raffaellino del Colle, Francesco Francia; ricostruire il percorso artistico dell'eclettico maestro piceno attraverso le trenta pale d'altare che esprimono appieno la ritrovata fede dopo quello che Federico Zeri definì “il ciclone Borgia”. 

Di grandissimo richiamo, tra le opere esposte, l’importante affresco di Raffaello raffigurante un putto con festone, concesso dall’Accademia Nazionale di S. Luca di Roma, che testimonia definitivamente i forti rapporti che Pagani ebbe con i modelli raffaelleschi. 

Di questo incontro e della consuetudine di riferirsi ai modelli raffaelleschi sono impregnati i cartoni recentemente scoperti sul retro della “Crocifissione” di Fermo realizzata dallo stesso Pagani in occasione del recentissimo restauro. Essi permettono di ripercorrere l’intera vicenda dell’artista: dal crivellismo iniziale fino al manierismo della maturità.


Ed ecco altre preziose informazioni su quello che potrete vedere a Fermo:

In occasione della mostra “Vincenzo Pagani. Un pittore devoto tra Crivelli e Raffaello” la città di Fermo offrirà la possibilità ai visitatori più curiosi ed appassionati di entrare nel vivo delle peculiarità del suo territorio. Sarà infatti possibile visitare i luoghi dell’eccellenza culturale fermana, attraverso la visita alle strutture museali della città e non solo.

Si potrà godere dell’occasione unica di percorrere un viaggio nella storia che partendo dalle testimonianze delle civiltà picene e villanoviane permetterà di entrare nel vivo dell’architettura romana di cui sono espressione le Cisterne Romane, per poi apprezzare le mirabili imprese artistiche di Andrea da Bologna, Jacobello del Fiore, Peter Paul Rubens, Giovanni Lanfranco e  moltissimi altri artisti di cui è ricca la Pinacoteca Civica.  


L’offerta culturale della Città  si sostanzia con la visita alla Sala del Mappamondo, la settecentesca biblioteca fermana settima in Italia per patrimonio storico, a cui si affianca l’imponente  Teatro dell’Aquila, uno dei teatri storici più grandi delle Marche. Per i più curiosi nella splendida cornice di Villa Vitali, villa gentilizia degli inizi dell’800 sono ospitate cinque collezioni di rilevante interesse nazionale ed internazionale per la loro specificità ed unicità, quali il Museo Scientifico Polare “Silvio Zavatti”, il Museo ornitologico “Tommaso Salvadori”, la sala della Meteorite, la collezione di apparecchi fotografici “Alfredo Matacotta Cordella”, il Museo della Pipa “Nicola Rizzi”. Infine, ma non in ordine d’importanza, sovrasta tutta la città dal Girifalco il Duomo dedicato alla Vergine Assunta in cielo, protettrice della Città ed omaggiata ogni anno il 15 di Agosto con la scenografica Cavalcata dell’Assunta.

venerdì 9 maggio 2008

Offida, un giro in città

(Offida, piazza principale e palazzo comunale)

(esterno di Santa Maria della Rocca)

(Santa Maria della Rocca, chiesa inferiore)

Come promesso, eccoci pronti a parlare del nostro bel territorio, per far conoscere a tutti le Marche e per aiutare tutti quelli che vorranno venire ospiti da noi a progettare le proprie vacanze. 
Continuiamo a parlare di Offida, dopo il post su Santa Maria della Rocca, di cui sopra vedete alcune foto dell'esterno e dell'interno. 
La storia della città è davvero molto intensa e le testimonianze sono davvero tante. Non possiamo non citare la chiesa della Colleggiata che campeggia in Piazza del Popolo e che è stata riaperta la Pasqua passata dopo un lungo restauro. Costruita tra il 1785 e il 1798 dall'architetto ticinese Pietro Maggi su un disegno dell'architetto ascolano Lorenzo Giosaffatti, ha uno stile neoclassico e una facciata di fine 800. All'interno troverete un bel coro intagliato con due ordini di 14 stalli, il crocifisso di Desiderio Bonfini e altri vari reliquiari e gruppi lignei.
Molto importante è anche il Santuario di Sant'Agostino che conserva al suo interno la reliquia del Miracolo Eucaristico di Lanciano, ancora oggi meta di pellegrinaggi. La facciata è in stile barocco e la pianta a croce latina.
Segnaliamo anche la chiesa della Madonna del Suffragio e il Monastero di San Marco che ancora oggi ospita una importante comunità di suore di Clausura, molto ricercate per la loro produzione di merletti al tombolo.
Il convento dei Cappuccini invece deve la sua importanza poiché ospitò per lunghi anni il Beato Bernardo, mentre l'attuale struttura è stata creata nella fine dell'800 e ne racchiude tutte le caratteristiche di arte barocca.
Concludiamo con il teatro del Serpente Aureo, costruito nel 1820 a cui si accede da un elegante portico del '400 nel palazzo sede del Comune. Il teatro ricorda nello stile il periodo immediatamente successivo all'unità d'Italia e fu creato grazie anche alle donazioni delle famiglie più ricche della città. Oggi è sede di numerose iniziative e luogo principale per le feste del carnevale offidano (vedi i post del periodo di gennaio e febbraio).
Ma parlando di Offida non possiamo non citare la grande tradizione (cui abbiamo accennato varie altre volte) del merletto a tombolo, una tipica lavorazione artigianale che è tramandata nei secoli in città. Nei periodi di maggiore povertà nelle campagne, come nel secondo dopoguerra, proprio le merlettaie del paese seppero essere la colonna portante nell'economia delle famiglie. La produzione del merletto a tombolo avviene sulla base di disegni tradizionali o innovativi che vengono lavorati a mano attraverso spilli e fuselli cui sono attaccati i fili che, intrecciati fra loro, possono creare disegni di una precisione inimmaginabile. Non è raro vedere ancora le signore più anziane affacciate nella penombra dell'uscio di casa che lavorano sedute per ore. La tradizione è ancora forte, ma il rischio di perdere la manualità e l'esperienza è davvero molto grande. In paese troverete il museo del tombolo (al prezzo di tre euro potrete visitare questo e gli altri due musei cittadini) ma anche molti negozi e cooperative dove, parlando con le cortesi ricamatrici, scoprirete una tradizione antica e ancora oggi molto sentita.
Buona visita!

Ps. Se siete stati nostri ospiti e il Nascondiglio di Bacco vi è piaciuto, lasciate un commento su Tripadvisor, il più grande portale internazionale dei viaggiatori. Farlo è molto semplice: cliccate sul banner nella colonna di sinistra dove trovate lo stemma di Tripadvisor, iscrivetevi (è un bel sito ed è davvero molto utile per chi ama i viaggi) e poi lasciate un commento alla nostra struttura! Sarà un bel servizio per i viaggiatori di tutto il mondo e anche per noi. Altrimenti potete votarci su www.bed-and-breakfast.it semplicemente cliccando sull'monimo banner, sempre nella colonna di sinistra. E non dimenticate di lasciare un commento ai nostri post! Grazie a tutti!!!!

mercoledì 7 maggio 2008

Santa Maria della Rocca

Pochi giorni fa, nel post dedicato alla rivista Bell'Italia, parlavamo dell'articolo riguardante Offida che potete trovare nel numero di gennaio scorso, magari recuperandolo nel mucchio di riviste da leggere e rileggere e portare in vacanza.
Pensando alla bellissima chiesa sospesa sopra uno sperone di roccia, ci siamo resi conto che qui sul blog abbiamo ancora parlato poco e in modo non organizzato delle tante cose da vedere qui nei dintorni, tutti spunti per i nostri visitatori. Ci impegniamo allora in due cose:
1. Ai nostri ospiti faremo trovare, oltre alle tante consuete informazioni e guide che procuriamo sul territorio, anche una guida che scriveremo noi con possibili itinerari, ricerche tematiche, storia, artigianato, luoghi dove mangiare e comperare. Speriamo sia una guida davvero completa e molto slow, utile per tutti.
2. Sul blog inizieremo a descrivere sistematicamente alcune attrazioni del Piceno, mostrando a tutti voi che ci leggete quali possono essere i tesori di un territorio poco conosciuto ma ospitale e ricchissimo di sorprese.

Per leggere sulla stessa pagina le varie sezioni delle guide storiche o gastronomiche etc., basterà cliccare sul tag (le parole presenti nella piccola barra sotto ogni post) che più vi interessa, come ad esempio "guide".
Se gli articoli vi interesseranno, sarebbe bello lasciare un commento cliccando su "commenti" e lasciando la propria opinione. Ogni critica e complimento sono ben accetti.

Iniziamo proprio con Santa Maria della Rocca.
La chiesa ha origini molto antiche, basata su un antico fortilizio presumibilmente longobardo, donato ai monaci Farfensi nel 1200 circa. Questo ordine, particolarmente attivo nel sud delle Marche, ebbe il merito di ristrutturare e mantenere la cultura ed il sapere nella zona. In questo caso il loro immenso merito fu quello di dare vita ad un monastero e creare dalla precedente struttura fortificata una chiesa su due differenti livelli, uno appoggiato sull'altro. L'ingresso al primo livello ci apre la vista ad una cappella sormontata da volte a crociera in mattoni fatti a mano, ma la struttura è davvero molto bassa e la sensazione è quella di entrare in una cripta ben affrescata. Il luogo spinge alla meditazione ed alla preghiera e le storie dipinte sulle pareti dal non ben identificato Maestro di Offida dovevano ispirare, nei secoli passati, uno spirito di devozione e santità. Dopo aver percorso tutta la bassa navata principale, si può accedere, attraverso una stretta scala a chiocciola, alla chiesa superiore che ci lascia stupiti per la sua ampiezza, la sua altezza e il suo stile opposto alla prima. Dove c'era raccoglimento, ora c'è spazio, dove c'era uno stile chiuso, ora dominano gli spazi vuoti. Davvero notevole, fra le altre opere, la "Madonna del latte con san Sebastiano" che spicca sulla parete sinistra.
E lo spettacolo non finisce nella chiesa. Uscendo all'esterno, facendo due passi nel giardino, noteremo immediatamente come tutta la costruzione sorge su un enorme sperone di roccia che da secoli si affaccia sulla valle sottostante. La vista è magnifica ed emozionante. per la chiesa di Santa Maria della Rocca, resistere sulla roccia non è sempre stato semplice, infatti nei secoli è stato eliminato il campanile e una vecchia costruzione adibita a convento che hanno rischiato il crollo.
Un luogo affascinante che merita assolutamente una visita accurata, assieme al resto del centro di Offida, di cui parleremo nei prossimi post.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...