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mercoledì 27 ottobre 2010

Timpani & Tempura - Dimmi cosa mangi... di Rossa di Sera

spaghetti mangiati con le mani... che delizia!

Il cibo di strada è un ricordo delizioso, legato come molti altri all'infanzia. Sicuramente fa parte da secoli della nostra tradizione e della nostra cultura, e riesce ancora oggi ad emozionarci.
Agli angoli delle strade, se siamo ancora fortunati, riusciamo a sentire gli odori di qualcosa che ci porta indietro nel tempo e che ci fa venire l'acquolina in bocca. Ogni odore ha un suo significato e risveglia un piacere, magari lo associamo perfino ad una stagione precisa o ad un orario della giornata. 
Le castagne sono l'odore dell'arrivo dell'autunno; le noccioline mi ricordano le feste patronali, le persone accalcate; l'estate é l'arrivo del cocomero (che non ha odore...); la porchetta o il pesce fritto è il giorno del mercato; l'odore di prodotti da forno è l'inevitabile fame della notte fonda e la fila davanti alla pasticceria che sta riempiendo i cornetti. E non si può dimenticare l'odore delle olive fritte all'ascolana.

Per partecipare al concorso di Rossa di Sera, però, voglio parlarvi di un viaggio a Napoli, fatto con il master di scienze gastronomiche di Slowfood.
Napoli è una città affascinante, ma che conosco davvero poco e nella quale non troverei la via d'uscita se non accompagnato. Nel girovagare con i ragazzi dell'università, sono incappato in un posto affascinante, di cui porto con me sensazioni, parole ed odori davvero entusiasmanti.
Un piccolo locale, nella zona centrale (credo), dallo strano nome 'Timpani e Tempura'.
E' un luogo di tradizione e di vitalità allo stesso tempo. I timpani sono infatti quelle paste complesse e ricchissime di ingredienti che nascono in Abruzzo, ma che sono presenti in tutto il sud Italia. E la tempura è un tipo di fritto molto leggero che ci arriva dal Giappone ma che, secondo il proprietario Antonio, è di origine europea.
Così si presenta Antonio, con la sua verve, la sua passione per il cibo e la sua cultura per la vita, per la ricerca del piacere del mangiare. Fa pochi piatti e tutti legati alla tradizione e all'innovazione. In un piccolissimo locale, noi 20 eravamo tutti stretti, serve quello che si mangiava nei rioni di napoli più di un secolo fa. E lo fa con la maestria e capacità che hanno solamente i grandissimi maestri. 
Lì ho visto il cuore di Napoli, fatto di pomodorini quasi introvabili, formaggi eccellenti, zuppe gustose e spaghetti cacio e pepe mangiati direttamente con le mani, proprio alla maniera dell'800 quando i pastai avevano delle piccole baracche su ruote e giravano la città per vendere il loro cibo ai viandanti.
Timpani e Tempura proprio questo offre: il cibo veloce, da mangiare in piedi (nel locale non ci sono sedie se non ricordo male), ma allo stesso tempo da gustare con una sferzata di sapore buonissimo e intenso. Una ricarica per il pranzo, oppure una idea gustosa per la cena. Cibo di strada, ma non per questo, meno che buonissimo.



Questo post è per il concorso di Rossa di Sera, cliccate sull'immagine sopra per saperne di più!

lunedì 6 settembre 2010

Cena finale e propiziatoria

pollo in scatola

Omelette di verdura su letto di lenticchie

i vini della serata

pecorino stagionato e mostarda

Cena propiziatoria da Beccofino. Poche parole e qualche immagine per descrivervi la cena di ieri sera al ristorante Beccofino, a Norcia. Abbiamo mangiato in ottima compagnia, discusso, riso e raccontato storie, parlato con il proprietario Andrea. Buon vino (lo vedete nelle foto), cibo superlativo come al solito. Passeggiata finale fra le vie della città per smaltire il tanto cibo e poi a casa, pronti ad iniziare una nuova settimana di lavoro.
E questa mattina, per migliorare l'inizio della giornata, è ricominciato Il ruggito del coniglio!
Buona settimana a tutti!

giovedì 29 aprile 2010

Piatto fritto.. mi ci ficco!


Quale motto migliore per la rassegna ascolana del fritto? Chi conosce Ascoli Piceno - e anche chi non la conosce - la associa da sempre alle leggendarie olive che nel resto d'Italia e nel mondo accompagnano spesso aperitivi e antipasti ma che sono solo una pallida immagine delle originali. E proprio questo grande e squisito piatto (ho l'acquolina mentre ne scrivo) diventa il centro della rassegna FRITTO MISTO che quest'anno sembra aver fatto finalmente il grande passo organizzativo verso il successo. Più di una settimana in cui gli stand fissi nelle piazze principali offrono cibi a tema 'frittura' provenienti da tutta la penisola ma anche da tutta Europa. Poi mercato, produttori e produzioni, seminari di frittura tenuti da grandi esperti, il Palafritto, laboratori, mostre, spettacoli, radio2 presente con uno stand e laboratori e mostre...
Insomma il mondo del fritto al gran completo.
Giorno d'apertura il 24 aprile, chiusura il 2 maggio, quindi scusateci per il ritardo nell'informazione e programmate in fretta la vostra visita ad Ascoli... e se volete pernottare qui al Nascondiglio mandateci un'email.

Buona frittura!

giovedì 25 febbraio 2010

Passeggiando nel parco





Torniamo a parlare ancora di produttori e ristoranti che ci piacciono. 
Iniziamo con Pettacci in via XXIV Maggio a Visso (tel 0737.7282), in provincia di Macerata, nel cuore del parco nazionale dei Sibillini. Ne abbiamo già parlato in passato, ma continuiamo a consigliarlo a chiunque voglia provare i migliori produttori del territorio, dai formaggi ai salumi e molto altro. Giuseppe vi accoglierà nella sua bottega piena delle primizie consigliandovi con passione e molta esperienza. Le materie prime sono sempre eccellenti, le scelte sono legate al territorio, gli allevatori sono selezionati con cura, seguendo sempre il solco della tradizione.
A Norcia troverete il ristorante Beccofino (tel 0743.816086) e il suo menù stagionale sempre nuovo e ricco di interessantissime novità. Ad esempio adesso posso consigliare gli assaggi di formaggio accompagnati da marmellate, composte e miele. Semplicemente divini!
Fra i dolci la nuova crema di cioccolato con ricotta e scaglie di lamponi, da leccarsi i baffi! 
E da qualche tempo a Norcia trovate anche il negozio di Beccofino che vende i prodotti scelti e selezionati al ristorante e vi permette di portare a casa un ottimo ricordo degustativo del pranzo o della cena che avrete fatto oppure di fare qualche regalo agli amici più cari.

Quando verrete in vacanza qui al Nascondiglio non dimenticate di programmare una giornata nel Parco dei Sibillini con questi due appuntamenti e con altri mille suggerimenti che saremo molto felici di darvi per conoscere al meglio il nostro territorio.

mercoledì 24 febbraio 2010

Cena all'Oasi del Angeli




una zuppa con gnocchetti e due vini che abbiamo assaggiato all'osteria

Sabato sera siamo andati a mangiare all'Oasi degli Angeli di Cupra Marittima, sede di una delle più buone osterie d'Italia secondo la guida del Gambero Rosso, e dell'omonima cantina che produce il buonissimo Kurnì, montepulciano in purezza di grandissima struttura. Ne abbiamo parlato già qui nel blog, ma come tutti i luoghi che ci piacciono, è un piacere poter tornare sul discorso. 
L'osteria rimarrà aperta fino al prossimo autunno per le cene del sabato e per il pranzo della domenica ma vi avvisiamo: dovrete provare molte volte prima che qualcuno risponda perché durante il giorno tutti sono impegnati nei lavori di campagna, nell'allevamento delle bestie e sull'orto.
Anche per questo la cena è sempre davvero buona, originale, dai gusti semplici e forti. Quello che mangerete, lo avevamo detto, è tutto prodotto o raccolto nell'agriturismo. Questa volta, ad esempio, abbiamo provato una verdura chiamata 'caccialepre' che si trova in questo periodo e che fritta è davvero buona. Il pollo ruspante, la panna cotta con il biscotto al mosto sono davvero buonissimi, da non perdere. Ringraziamo l'oste Marco per questa cena e per i buoni vini che ci ha servito, facendoci assaporare prodotti rari e quantomeno difficili da trovare.
E a voi consigliamo di andare a fare una visita a lui ed alla sua famiglia.

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Dopo questo piccolo intermezzo 'territoriale e culinario' torneremo presto per parlare di una bella iniziativa sulla lettura, i libri e la fotografia. Rimanete sintonizzati e presto ne scopriremo delle belle! 

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venerdì 18 dicembre 2009

Cookie cioccolato ed uva passa











E' da un po' che qui sul blog mancano le mie ricette, quindi cerco di farmi perdonare con questo cookies con cioccolato e uva passa. Normalmente il cookies è un biscotto stile inglese (o americano) ricco di burro e sottile nella forma. Il motivo è semplice: durante la cottura il burro in essi contenuto si scioglie, dilatandosi sul testo di cottura, così nasce la forma non proprio regolare del biscotto. Stavolta volevo fare dei cookies che fossero un po' differenti nella forma, cioè un po' più alti, quasi dei piccoli cilindri. Esperimento riuscito a metà perché il biscotto è buono ma la lievitazione in forno non è stata perfetta. Probabilmente invece del normale lievito per dolci, la prossima volta proverò ad usare la backing soda.
Ma veniamo a noi, ed ecco la ricetta:
100 gr di burro
100 gr di zucchero semolato e 75 di zucchero di canna
1 uovo
200 gr di farina
1 bustina di lievito
100 gr di cioccolato nero con nocciole
50 gr di uva passa

Lavorate il burro morbido con la spatola o una frusta, aggiungete piano lo zucchero, poi l'uovo ed infine la farina setacciata con il lievito. Ad impasto amalgamato unite la cioccolata che avrete tritato finemente. E' fondamentale che la cioccolata sia di alta qualità poiché sarà lei a dare sapore al risultato finale. Aggiungete quindi l'uva passa.
Formate su un testo da forno delle palline di impasto della grandezza di un cucchiaio. Lasciatele molto distanti fra loro altrimenti in cottura si sigilleranno le une con le altre. Infornate a 180° per circa 15 minuti.
La cottura va seguita costantemente poiché i biscotti non devono bruciare, considerando che una volta estratti dal forno si solidificheranno ulteriormente.
Questa volta invece di lasciare le palline di impasto 'libere', le ho messe in alcuni pirottini, formine, stampi e via dicendo, con risultati alternanti. Divertitevi a fare prove differenti e scegliete le migliori.

Poi... fatevi un bel caffè ristretto oppure un tè caldo e vedrete quanto possono risollevare la giornata dei cookies dolci e saporiti come questi!
Oppure... teneteli in un bel barattolo in attesa che gli amici vi vengano a trovare!


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domenica 22 novembre 2009

L'olio, il frutto della terra








In Italia esistono qualcosa come 538 cultivar differenti di olivo, più del 40% dell'intero patrimonio mondiale. 300 di esse sono molto diffuse e ci forniscono l'olio che utilizziamo abbondantemente nella nostra cucina. Sorvolo su tutte le principali falsificazioni e imbrogli del mercato, ma sono sicuro che ognuno di noi ha almeno un ricordo legato all'olio e alla sua innegabile bontà.
Nei miei pomeriggi estivi il momento della merenda era spesso rappresentato da una fetta di pane fresco con olio e sale. Era un piacere atteso molto a lungo e che veniva ricompensato ampiamente dai sapori di uno spuntino così semplice e salutare. Allo stesso modo ricordo quando in novembre accompagnavo mio nonno, dopo  una giornata di lavoro, al frantoio. I quintali di olive venivano trasformati sotto i miei occhi in olio. La molitura, le vecchie presse meccaniche a pistoni, il fluido verde come lo smeraldo che veniva raccolto nei bidoni d'acciaio. La soddisfazione dopo una giornata di lavoro, il carico prezioso appoggiato nel portabagagli e assicurato con corde e giornali. Le chiacchiere fra contadini, i conti fatti per capire la resa del prodotto, l'attesa talvolta estenuante.
Adesso che sono cresciuto conosco anche il lavoro che c'è dietro l'olio. La cura per delle piante che devono essere guidate e governate, ma anche rispettate ed amate.
L'ulivo è un legno prezioso, cresce lentamente ed ogni anno da molti frutti. Però è necessario potarlo, comprendere quali sono i tagli necessari, le pulizie dei piccoli rami e di quelli più grandi. E' necessario concimare le piante, sperare in una buona pioggia al momento giusto.
L'impollinatura, la protezione dalla mosca e la raccolta devono svolgersi tutti al momento più giusto poiché da questi particolari si decide la qualità del prodotto finale.
Solamente dopo un anno di duro lavoro si può tornare a vedere quel liquido dal colore di smeraldo che esce dai frutti e riempie i contenitori in acciaio.
Un olio racconta molto del suo produttore e della passione che mette nel suo lavoro. L'olio è un regalo che impreziosisce in nostri piatti, migliora la nostra dieta, aiuta il nostro organismo. Un regalo della natura e della passione che racconta una storia di millenni in un semplice cucchiaio. Un gesto quotidiano che ha in sè migliaia di significati e di storie.

lunedì 16 novembre 2009

Ciambella al mosto - senza mosto

Visto che l'avevo promesso a Biancifiore e che ogni promessa è debito, eccomi con una ricetta un po' inventata e un po' sperimentata nel tempo.
Tutto è iniziato quando ero piccolo, quindi un bel po' di tempo fa. Mia nonna faceva una quantità industriale di dolci, tutti cotti in un bellissimo ed enorme forno a legna di montagna. Impossibile descrivere i riti (anche perché li tengo gelosamente custoditi nella mia memoria) che precedevano la preparazione del pane, delle pizze e dei dolci. Tutti cotti uno stesso giorno, insieme alle vicine che venivano portando i loro impasti e un po' di legna per collaborare alle spese.
Il lavoro iniziava il giorno prima, quando veniva fatta rinvenire la biga, cioè il lievito madre che si tramandava negli anni nella mattera in cucina. Ma questa è un'altra storia.
La ciambella al mosto era uno dei miei dolci preferiti, perfetto per essere mangiato con un tocco di cioccolato al latte o fondente, oppure spalmato di marmellata. Mia nonna lo faceva nei mesi autunnali, ma aveva anche una versione estiva, senza mosto. Questa ricetta cerca di ricostruire quella variante con qualche differenza data anche dall'impossibilità di avere un forno a legna perfettamente funzionante.

Fate prima di tutto una biga, cioè un impasto, mescolando 300 gr di farina, 35 gr di lievito di birra e 130 gr di latte (aggiungetene un poco se l'impasto è troppo denso). Lasciate lievitare in luogo chiuso (ad esempio il forno) in compagnia di un pentolino pieno di acqua bollente. Il vapore ed il calore presenti renderanno più rapida la lievitazione e l'umidità permetterà all'impasto di non seccarsi.
Prima variante: invece di una rapida lievitazione optate per una lenta; dimezzate la quantità di lievito e lasciate in luogo caldo l'impasto per tutta la notte. Il mattino dopo procedete con la seconda fase della ricetta.
Prendete la biga lievitata (sarà aumentata del doppio di volume) ed unite nell'impastatrice o a mano, 100 gr di zucchero, 4 uova (aggiungetele una alla volta facendole amalgamare, tenete un bianco da parte per la fine) e 1/2 bicchiere di olio. Impastate per alcuni minuti e aggiungete ancora 400 gr di farina e 1/2 bicchiere d'acqua (l'acqua necessaria potrebbe essere anche molta di più). Il risultato finale deve essere una palla di impasto morbida e elastica.
A questo punto potete aggiungere alcuni ingredienti sfiziosi: uvetta, canditi, gocce di cioccolato per i più golosi oppure semi di anice che danno un sapore molto tradizionale. Non è male un goccio di Anisetta Meletti o Cointreau
Dopo questa scelta si passa ad un ultimo impasto della massa fatto con le mani. Si dividono in pagnotte più piccole e i lascia riposare, sempre al caldo, per circa un'ora o più. Prepariamo il forno a 180°, spalmiamo sulla superficie il bianco dell'uovo avanzato per avere una crosta e inforniamo per 40 minuti circa, ma questo dipende ovviamente dalla grandezza delle pagnotte che avete creato e dalla tenuta del forno. Quindi non date la colpa a me se bruciate qualcosa.

venerdì 16 ottobre 2009

Marmellata di mele e non solo...




Non mi stancherò mai di ripeterlo, quando si trovano dei buoni ingredienti, non bisogna perdere l'occasione e farci un buon dolce oppure preparare una cena succulenta! Avete delle uova fresche di giornata? Allora niente di meglio che un bel ciambellone o un succulento tiramisù. Se vi capita di avere fra le mani qualche chilo di mele biologiche appena colte, non vi viene la tentazione di fare una bella marmellata?
E visto che ho notato che è piaciuto molto il post sulla marmellata di pere, eccomi a raccontare la ricetta di quest'altra marmellata.
Amo la marmellata di mele perché ha un sapore semplice e genuino, che si può unire sia a degli ottimi arrosti saporiti come quello d'agnello sia a dei formaggi non troppo stagionati, e può anche essere un ottimo ingrediente per una crostata. Ma stavolta non volevo fare una semplice marmellata e così, ispirato da una canzone di Zucchero e dai prodotti dell'orto, ho deciso di farla con menta e rosmarino.
Il risultato è entusiasmante e credo proprio che nella prossima produzione aumenterò le dosi delle due aromatiche per un gusto ancora più fresco e deciso.
Ecco allora le proporzioni:

1 kg di mele
400 gr di zucchero
succo di un limone
qualche pezzo di mela cotogna
8 foglie di menta
3 rametti di rosmarino

Tagliare a pezzi la mela mantenendo la buccia (sono mele biologiche) e metterle nella casseruola dove saranno cotte. Unire il succo di un limone e i tocchetti di mela cotogna. Unire lo zucchero e iniziare la cottura a fuoco molto lento. Unire a metà cottura circa la menta e il rosmarino tritati finemente.
La cottura durerà fino a quanto una goccia di marmellata fatta colare su un piatto scivolerà molto lentamente su di esso. Il gas sotto la marmellata deve sempre essere molto dolce e è necessario mescolare di continuo per non far attaccare il composto. Il limone e i pezzi di mela cotogna servono per gelificare il composto senza usare la pectina. La marmellata risulterà probabilmente più scura di quelle in commercio, ma sicuramente più buona e saporita.
Una volta pronta, la marmellata va messa ancora bollente in recipienti sterilizzati precedentemente e chiusa con tappi nuovi a chiusura ermetica. Lasciate raffreddare gli stessi barattoli a testa in giù per creare il vuoto al loro interno. Ricordate che se il tappo del barattolo non fa 'pop' al momento dell'apertura significa che c'era aria all'interno e probabilmente il prodotto è rovinato e pericoloso. Buttate tutto.

Adesso siete pronti per una nuova marmellata da sperimentare e provare, ma prima di iniziare diventate fan di Bacco cliccando qui oppure iscrivetevi al gruppo del nascondiglio di bacco su facebook.

E infine... lasciate un commento!

domenica 30 agosto 2009

Pranzo di fine estate.... da Beccofino da Norcia

Amici,
ormai siamo arrivati alla fine di Agosto, molti di noi hanno finito le vacanze e sono già tornati al lavoro. La nostra stagione continua ancora con impegni, appuntamenti e molti ospiti dell'agriturismo.
Oggi però abbiamo festeggiato l'estate 2009 in modo speciale, cioè con un pranzo da Beccofino a Norcia, sicuramente uno dei locali più buoni della zona che suggeriamo agli ospiti che vogliono fare un giro nel parco nazionale dei Monti Sibillini.
Alcuni dei piatti dello squisito menù potete vederli sotto, ma è quasi impossibile descrivere i sapori della coppa di testa con maionese alla sapa, oppure il farro contartufo, menta, patate e pancetta, i funghi porcini fritti in pastella e tutto il resto. Tutto questo accompagnato da uno chardonnay del 'Castello della Sala' di Antinori e 'Faroaldo' di Rocca di Fabbri (un vino da Sagrantino e Cabernet Sauvignon). Infine un quartetto di dolci davvero eccezionali di cui vedete la foto qui sotto (una delizia per il palato) accompagnato da un sauternes e per chiudere una grappa di Gewurtztraminer.
Il pranzo è stato davvero eccellente e un modo ideale per riposare un giorno e darsi la carica per gli impegni futuri. Si, perché i prossimi tempi saranno davvero intensi: la prima piccola vendemmia con i nuovi vigneti e la grande curiosità di vedere come sarà il nostro vino, la raccolta delle olive, le nuove idee per un frutteto, la costruzione della cantina e molto altro ancora.... ci saranno ancora mille sorprese al Nascondiglio e il pranzo di oggi di sicuro è un eccellente punto di partenza.

il quartetto di dolci di Beccofino


antipasto di rucola, tartufo, funghi porcini freschi crudi e un filo di olio di Trevi


una dei tanti negozi di Norcia che espongono decine di prodotti differenti

lunedì 12 gennaio 2009

Le ricette del Nascondiglio


La nostra cena...

Dai prossimi giorni qualche novità qui nel blog: 
visto che abbiamo potuto notare che le nostre ricette sono apprezzate da amici e conoscenti, ci impegniamo a scriverne alcune qui sul nostro blog, magari per suggerirvi qualche idea per merende, spuntini e cene. 
I nostri sono semplici esperimenti a metà fra la cucina italiana e quella americana, con sfumature tradizionali e liberissime interpretazioni dell'arte culinaria. In poche parole esperienza e fantasia per creare qualche pasto buono e innovativo o tradizionale, ma con una grande attenzione alla stagionalità dei prodotti e la bontà della materia prima.
Se vorrete darci suggerimenti, scrivete nei commenti il vostro parere e le vostre idee e soprattutto avremo bisogno di suggerimenti per come fare al meglio le foto del cibo visto che non siamo proprio esperti. Se volete darci suggerimenti su questo, saremmo molto contenti e avremo un 'servizio' migliore. Grazie di tutto!

Se volete mandarci una mail con suggerimenti, idee o richieste di ricette
cliccate qui

lunedì 13 ottobre 2008

Il Parini e Gaston

Cari amici del Nascondiglio di Bacco,
ne abbiamo già parlato altre volte, ma torniamo molto volentieri su questo argomento: IL PARINI E GASTON.
Alcuni di voi avranno conosciuto il nostro amico e compagno di master Giorgio, Casertano Doc e grandissimo appassionato della cultura del cibo. E' stato lui, quest'estate, a guidare la nostra degustazione di bufala che ha raccolto un grande successo fra i nostri ospiti.
E' sempre lui che ha deciso, già da alcuni anni in verità, di aprire un'attività in proprio attraverso la quale selezionare e proporre prodotti di alta qualità per il mercato nazionale ed internazionale. Anno dopo anno il suo lavoro si ingrandisce a vista d'occhio e le persone che lo contattano restano sempre estremamente soddisfatto.
Giorgio gira l'Italia alla ricerca dei prodotti migliori, quelli Buoni Puliti e Giusti secondo la filosofia di Slow Food ed eccellenti secondo il suo allenatissimo palato.
Attraverso il sito www.ilpariniegaston.com li propone ai clienti mettendo il proprio sigillo di garanzia sulla qualità. Visitando il sito (abbiamo aggiunto qui nella colonna di sinistra il logo su cui cliccare per raggiungere la pagina web) potrete vedere i prodotti che cura e che può spedire ovunque voi siate. Per il momento il servizio è attivo via mail, spedendo direttamente a lui le richieste, ma a breve funzionerà l'ordinabilità on-line, cioè creando un semplice carrello della spesa e facendo una richiesta di spedizione.
Cosa possiamo consigliarvi? Le buonissime confetture o il parmigiano reggiano attentamente selezionato, il provolone del monaco (una squisita rarità), lo strolghino (salume fresco della bassa), il mitico riso Acquerello da agricoltura biologica che renderà il vostro piatto indimenticabile.... e molto altro ancora.
Visitate il sito e diteci cosa vi sembra....

mercoledì 30 luglio 2008

Bufala d'estate

Cari amici del Nascondiglio di Bacco e del Blog,
qui nel nostro agriturismo siamo in piena stagione e fra i tanti ospiti che arrivano, riposano e si rigenerano e ripartono, fra i lavori sul vigneto (che non finiscono mai), fra i mille complimenti di tutti quelli che vedono la struttura (grazie a tutti!!) e fra le nuove avventure di Bacco (di queste ne parleremo un'altra volta), non rimane molto tempo per scrivere sul blog.
Solo un paio di notizie veloci: la prima riguarda il bellissimo concerto di Daniele Silvestri che ieri abbiamo visto a San Benedetto del Tronto, dopo quello a cui abbiamo assistito ad Offida lo scorso anno. Ancora una volta più di 2 ore di musica ininterrotta, sempre di altissima qualità e molto emozionante. Pezzi dei vecchi album, soprattutto da "L'uomo col megafono" e "il dado", ma anche i pezzi nuovi e "monetine", il singolo dell'ultima raccolta. E per finire una canzone in romanesco che nemmeno conoscevo ma che conosceva tutta la piazza e la bellissima "Cohiba". Sempre entusiasmante! Un saluto al fan club di Daniele che lo scorso anno è stato qui da noi ma che quest'anno non sono riuscito a salutare al concerto (dove eravate?)

Poi una bella notizia per i nostri ospiti di Agosto: stiamo organizzando, probabilmente per la notte del 13 agosto, prima del compleanno di Dwight, una grande cena-degustazione con prodotti di qualità davvero raffinata: tema della serata è la bufala campana, con i suoi prodotti, dalla mozzarella ai salumi alla carne fresca cotta alla brace. Una sera davvero unica per tutti gli appassionati della buona cucina e soprattutto dell'alta gastronomia. Saranno presenti esperti gastronomi che ci guideranno nell'assaggio dei prodotti caseari e nella conoscenza della carne di bufala, totalmente priva di colesterolo.
Sarà una sera di festa, buon cibo e anche un po' di cultura. Non mancate!

lunedì 30 giugno 2008

norcia e la lenticchia del Pian Grande



Quando gli ospiti del nostro agriturismo ci chiedono dove andare e cosa vedere nella zona, abbiamo sempre l'imbarazzo della scelta e cerchiamo di capire quali possono essere i posti migliori per ogni gusto. Un'escursione su cui sappiamo di andare sul sicuro è quella nel parco nazionale dei Monti Sibillini. 
Il posto è davvero incantato e, che vi piaccia la montagna oppure no, non potrete non rimanerne affascinati. 
Ieri abbiamo percorso il più semplice degli itinerari (ed in realtà non abbiamo potuto camminare quanto volevamo, per questioni di tempo metereologico).
Il percorso è comunque semplice e molto interessante: siamo andati a Norcia, a meno di un'ora di macchina, dove si può ammirare la piccola città circondata da spesse mura che hanno la forma di un cuore, quasi che il paese sia proprio il cuore dell'Italia. Ed in effetti, storicamente, grazie al suo più illustre cittadino, San Benedetto, Norcia potrebbe essere considerata perfino il cuore di tutta l'Europa. Oltre ad ammirare la bellissima piazza (nella prima foto), i vicoli, i tanti negozi di norcineria dove trovare specialità al tartufo, formaggi e insaccati di ogni genere e gusto, il paese ha numerosi ristoranti che meritano una sosta, uno fra tutti "Beccofino" che, come sanno i nostri ospiti, amiamo particolarmente. Ieri è stato il momento per una sosta e per apprezzare il "menù estivo" che proponeva fra le altre cose il baccalà allo yogurth, panzerotto fritto al prosciutto di norcia e formaggio, carpaccio di manzo su letto di fagiolini alle alici e un dessert con crema di mascarpone e lamponi freschi da agricoltura biologica.... davvero squisito!
Poi, anche per digerire il pasto buonissimo, siamo andati sulla piana di Castelluccio, un altopiano davvero suggestivo dove viene coltivata la famosa lenticchia (quella che non deve essere messa a bagno prima della cottura). Lo spettacolo è indescrivibile. Trovarsi al centro di una pianura così estesa e circondata da montagne come il Vettore e la Sibilla lascia un senso di pace anche nei giorni di tempo incerto (seconda foto) come ieri. 
I temporali rapidi ed improvvisi lasciano spazio al sole e viceversa, con una rapidità quasi improvvisa. Si rimane fermi ad ammirare quello che può fare la natura, estasiati davanti ad uno spettacolo unico.
Quindi una passeggiata sui sentieri che, con la giusta attrezzatura, può diventare una scalata al Vettore (2 ore e mezzo per camminatori non esperti) oppure alla Sibilla, oppure magari una gita lungo la gola dell'Infernaccio e molto altro.
Se preferite visitare i paesi dovete salire a Castelluccio, sia per il bellissimo panorama sulla valle, sia per l'unicità del posto, un villaggio di pastori e coltivatori che ancora rimane intatto nel suo strano isolamento.
Quindi per i gastronomi un'altra tappa: il paese di Visso (25 km di distanza circa) per apprezzare la bellezza del borgo e per i buoni salumi e formaggi che Pettacci, vicino alla piazza principale, affina e vende, cercando da sempre la migliore qualità e la tradizione nei procedimenti di preparazione. Nella sua bottega troverete infatti un ciauscolo senza conservanti di rapido consumo, oppure i formaggi di pecora sopravvissana del presidio Slow Food, o ancora i prosciutti di maiale autoctono, al centro di una riscoperta dopo la lunga fase di industrializzazione del prodotto.
Alla fine della giornata tornerete al Nascondiglio di Bacco quasi sorpresi delle bellezze e dei sapori che avete conosciuto.

giovedì 17 aprile 2008

La piscina - 4




Nel nostro b&b nel sud delle Marche continua la costruzione della piscina a grandi passi. Immaginiamo che anche voi siate in attesa di vedere, come noi, il risultato finale ed intanto noi continuiamo a progettare ed immaginare le piccole finiture e i particolari di questa costruzione. Siamo sicuri che sarà un gran bel risultato e non vediamo l'ora di poterci riposare anche noi su una sdraio in una calda giornata di maggio fra un tuffo ed un po' di tintarella. 
Come vedete nelle foto che abbiamo scattato ieri sera, grazie ai ragazzi della Cdg e della Pool Service di Montalto, la struttura principale è finita, ed è iniziato lo scavo del locale tecnico che conterrà le pompe per la pulizia dell'acqua e quello per la seconda piccola piscina, quella panoramica che si affaccerà sulle colline
Allo stesso tempo anche le migliorie per il giardino continuano e con le nostre nuove attrezzature tutto è più semplice e veloce. Continuiamo ugualmente a lavorare sul vigneto, con una continua zappatura attorno ad ogni barbatella per eliminare le piccole piante infestanti che stanno crescendo e per migliorare la tenuta delle piccole piantine.
Infine una piccola soddisfazione dalle nostre piante di carciofi: stanno crescendo adesso i cimaroli, i primi frutti della pianta, i più teneri. Ieri sera, con una decina di questi, abbiamo fatto un buonissimo soufflé che abbiamo finito immediatamente appena prima che sgonfiasse... una prelibatezza stagionale davvero buona! 

venerdì 21 marzo 2008

I PICONI

Siamo quasi arrivati alla Pasqua e per gli amici del Nascondiglio di Bacco vogliamo condividere una ricetta tipica del sud delle Marche: i piconi al formaggio. Si tratta di una semplice ricetta della tradizione contadina che vede protagonista il formaggio, sempre molto abbondante in questo periodo dell'anno grazie alla nascita di tanti agnelli nei greggi di pecore. Per festeggiare nel miglior modo la Resurrezione del Signore, la mattina di Pasqua si faceva colazione, di ritorno dalla messa, con questi piconi, con del buonissimo salame fatto in casa e con uova sode e molto altro. Ovviamente anche nei giorni successivi, i piconi erano il companatico dei pranzi fatti nei campi, durante il lavoro.

Ecco la ricetta (le dosi non sono esatte poiché nella tradizione vale più l'esperienza che la bilancia):

Sfoglia - farina (circa 500 gr), uova (4), un cucchiaio d'olio
Ripieno - pecorino e parmigiano grattugiato(1 hg cad.), uova, buccia di limone grattugiato
Preparazione - In una ciotola amalgamare bene i formaggi grattugiati, 1 uovo e la buccia di limone. Sulla spianatoia disporre la farina a fontana con le uova al centro e l'olio. Impastare fino ad ottenere un impasto morbido che verrà steso fino allo spessore di 3 mm circa. Formare dei piccoli dischi che verranno riempiti del formaggio lavorato in precedenza e richiuderli a metà. Spennellare la superficie di uovo e, dopo una piccola incisione, infornare a 200 gradi per 25 minuti.
Buon appetito!

venerdì 8 febbraio 2008

Azienda Agricola Michele




Continuando la nostra ricerca di prodotti "buoni puliti e giusti" sul territorio piceno, ci imbattiamo sempre di più in scoperte interessanti, in piccole avventure di persone che hanno un'idea simile alla nostra e che portano avanti il proprio lavoro con passione e determinazione.
Nella frazione di Collina, comune di Montemonaco, nel pieno del parco nazionale dei Sibillini, abbiamo fatto la conoscenza di un panettiere davvero "integralista", proprio come piace a noi.
Le farine sono biologiche e di propria produzione. Il grano viene lavorato in un antico mulino con certificazione bio, il lievito è una pasta madre che con farina, acqua e miele produce una pasta davvero durevole e di ottima qualità. I pani sono tutti uguali, da 1 kg, proprio nel segno della tradizione. La lievitazione e la cottura avvengono grazie al calore del fuoco diretto (per la cottura) di legna dei boschi vicini, niente petrolio o energia elettrica. 
Tutto secondo la tradizione, tutto secondo i vecchi metodi. E questo porta alla creazione di un pane dal sapore inconfondibile. Un pane che dura nel tempo, che riporta agli antichi sapori, che si esalta con un buon affettato e del formaggio di pecora.
E Michele, il giovane panettiere, ha pensato a tutto. La vecchia casa, ristrutturata, accoglie tavolini per merende e degustazioni, per fermarsi a godere dello splendido panorama di montagna e mangiare al fresco di questa primavera che sembra ormai arrivata.
Nelle gite per i nostri ospiti che stiamo organizzando per i prossimi mesi il forno di Michele sarà una tappa fissa, magari proprio con una bella degustazione sui tavoli al chiuso della cucina-sala oppure all'aperto sotto gli ombrelloni.
Per gustare, conoscere ed assaggiare un prodotto davvero molto raro e unico.
Nelle foto l'interno della panetteria, panorama del pian grande presso Castelluccio, l'esterno della panetteria.

martedì 22 gennaio 2008

Ceramiche, montagna e...




Oggi è stata davvero una bella giornata per noi del Nascondiglio. Lasciando alle spalle il lavoro per la vigna ci siamo concentrati sulla conoscenza del territorio e siamo andati alla scoperta ed alla riscoperta del Piceno. Prima tappa: Acquasanta. Lì la brava Barbara ha una piccola bottega di Maioliche che si chiama "Maiolicando". Divisa fra il negozio e la casa-bottega, troviamo una quantità di piccole opere d'arte, piatti, orologi, porta lettere, decorazioni, gioielli.... un'infinità di arte e creatività modellati dalla creta in tanti modi differenti! La passione e l'allegria rendono le chiacchierate con lei sempre interessanti e vedere cosa può facilmente creare è davvero bello!
Così abbiamo scelto nella sua bottega dei nuovi piccoli particolari con cui arredare le stanze del Nascondiglio di Bacco, con cui impreziosire il nostro piccolo b&b. Ma non solo perché abbiamo iniziato anche a pensare qualche nuova iniziativa insieme per i nostri ospiti, per i più entusiasti e avventurosi, per tutti quelli che vogliono conoscere ed imparare, sperimentare, mentre sono qui da noi. Quindi rimanete sintonizzati e ne vedrete delle belle molto presto!
Rimanendo in montagna abbiamo pensato di tornare a trovare un nostro vecchio amico, un allevatore di pecore e capre che in alta montagna riesce a creare dei prodotti davvero speciali e molti dei nostri ospiti sono riusciti ad assaggiarne qualcuno, confermandoci in pieno la qualità dei prodotti.
Così abbiamo passato un po' di tempo nella bellissima dispensa del nostro amico assaggiando rarità davvero saporite come una spalletta con un anno di stagionatura che lascia con il fiato sospeso... Poi abbiamo visitato la stalla con le capre di razza Vissana (che belline) e con le pecore di razza bergamasca, infine assaggiato il suo sangiovese di montagna, ancora molto immaturo ma con una base di aromi davvero notevole per una produzione casalinga.
Quindi siamo tornati a casa, non senza aver fatto rifornimento di qualche buon pezzo di carne lungo la strada e anche qualche dolce di castagne che anche in questo periodo, nelle montagne sono buone come se fossero fresche ed appena colte....
Seguiteci ed a breve parleremo ancora di questa stupenda escursione...

lunedì 26 novembre 2007

Scuola di cucina


































Qui al Nascondiglio di Bacco abbiamo iniziato il primo corso di cucina. Il piccolo esperimento è iniziato con un gruppo di amici che si sono cimentati, insieme alla nostra cuoca-ospite Elisabeth, nella preparazione di una tipica cena del giorno del Ringraziamento, la cui ricorrenza è stata giovedì scorso. Così abbiamo imparato a fare la torta di mele, quella gustosissima che si vede sempre nei film americani e che la nonna papera dei fumetti mette sempre a freddare sul davanzale della cucina. 
Poi non poteva mancare il tacchino (anche se noi abbiamo usato il pollo) farcito oltre ad una buonissima zuppa di zucca con piccolo crostino di formaggio e salvia fritta.
La prima lezione di cucina (ne seguiranno tante altre prossimamente) è andata davvero bene. La cucina si è riempita di chiacchiere, odori inusuali e sensazioni nuove. Assaggiare, curiosare e mangiare piatti differenti da quelli che normalmente fanno parte della cucina italiana è stato davvero interessante e curioso.
Ovviamente dopo un paio di ore in cucina, tutto si è trasferito attorno ad un tavolo agghindato per una cena rilassante e sontuosa che ha completato il corso nel modo migliore
Un premio speciale va alla grande cuoca Elisabeth e alla sua torta di mele, oltre alla sorpresa dei Cranberries, un frutto di bosco introvabile in Italia e arrivato direttamente dagli Usa per l'occasione del giorno del Ringraziamento. 
Ancora una nuova esperienza sensoriale qui al nostro b&b!

venerdì 16 novembre 2007

Osteria da Middio



Oggi noi del Nascondiglio di Bacco vi suggeriamo un piccolo gioiello tradizionale di Ascoli Piceno. Se vi troverete a girare in questa splendida città ricca di monumenti e di opere d'arte non potete mancare un pranzo nell'Osteria da Middio, sicuramente una delle più tipiche della città.
Da anni sulla guida di Slow Food, da Middio rappresenta ancora la tradizione di quei vecchi locali pieni di avventori affezionati, tradizioni e cibo molto casalingo. Anni fa era un'osteria ricavata dai locali di un bar. Ai tavolini si sedevano gli anziani per un bicchiere di vino e una partita a carte, non tralasciando mai una accesa discussione di politica.
Oggi Middio è cambiato pochissimo. Il locale è cambiato, ma sono sempre presenti le tovaglie di carta, il vino sfuso (accanto ad alcune bottiglie della zona), e soprattutto il cibo casalingo fatto di antipasti misti, primi con ragù di carne, secondi legati alla disponibilità del mercato oppure alla bontà delle carni. E tutto questo spendendo solamente 13 euro, compreso mezzo litro di rosso.
Quello che manca oggi, purtroppo, è proprio l'oste Middio che è scomparso qualche tempo fa. Alla sua grande forza, alla sua simpatia, al suo accendersi in ogni discussione, soprattutto politica, in molti hanno versato lacrime, tantissimi hanno innalzato i calici in un brindisi, un poeta ha scritto un'epigrafe fuori dal locale (vedi foto).
Ancora oggi rimane però nell'aria la sua presenza. Nelle immagini di Che Guevara appese nel locale, nello stile delle portate, nella famigliarità del luogo.
E chiunue voglia realmente conoscere uno degli angoli più genuini di una bella città di provincia, non potrà mancare una visita per un pranzo nell'osteria "Da Middio".
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