| spaghetti mangiati con le mani... che delizia! |
Fra pacifiche e verdi colline, il Nascondiglio di Bacco è il posto dove trovare tranquillità e relax. WWW.NASCONDIGLIODIBACCO.IT
mercoledì 27 ottobre 2010
Timpani & Tempura - Dimmi cosa mangi... di Rossa di Sera
lunedì 6 settembre 2010
Cena finale e propiziatoria
| pollo in scatola |
| Omelette di verdura su letto di lenticchie |
| i vini della serata |
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| pecorino stagionato e mostarda |
giovedì 29 aprile 2010
Piatto fritto.. mi ci ficco!
giovedì 25 febbraio 2010
Passeggiando nel parco
mercoledì 24 febbraio 2010
Cena all'Oasi del Angeli
venerdì 18 dicembre 2009
Cookie cioccolato ed uva passa
domenica 22 novembre 2009
L'olio, il frutto della terra
Nei miei pomeriggi estivi il momento della merenda era spesso rappresentato da una fetta di pane fresco con olio e sale. Era un piacere atteso molto a lungo e che veniva ricompensato ampiamente dai sapori di uno spuntino così semplice e salutare. Allo stesso modo ricordo quando in novembre accompagnavo mio nonno, dopo una giornata di lavoro, al frantoio. I quintali di olive venivano trasformati sotto i miei occhi in olio. La molitura, le vecchie presse meccaniche a pistoni, il fluido verde come lo smeraldo che veniva raccolto nei bidoni d'acciaio. La soddisfazione dopo una giornata di lavoro, il carico prezioso appoggiato nel portabagagli e assicurato con corde e giornali. Le chiacchiere fra contadini, i conti fatti per capire la resa del prodotto, l'attesa talvolta estenuante.
Adesso che sono cresciuto conosco anche il lavoro che c'è dietro l'olio. La cura per delle piante che devono essere guidate e governate, ma anche rispettate ed amate.
L'ulivo è un legno prezioso, cresce lentamente ed ogni anno da molti frutti. Però è necessario potarlo, comprendere quali sono i tagli necessari, le pulizie dei piccoli rami e di quelli più grandi. E' necessario concimare le piante, sperare in una buona pioggia al momento giusto.
L'impollinatura, la protezione dalla mosca e la raccolta devono svolgersi tutti al momento più giusto poiché da questi particolari si decide la qualità del prodotto finale.
Solamente dopo un anno di duro lavoro si può tornare a vedere quel liquido dal colore di smeraldo che esce dai frutti e riempie i contenitori in acciaio.
Un olio racconta molto del suo produttore e della passione che mette nel suo lavoro. L'olio è un regalo che impreziosisce in nostri piatti, migliora la nostra dieta, aiuta il nostro organismo. Un regalo della natura e della passione che racconta una storia di millenni in un semplice cucchiaio. Un gesto quotidiano che ha in sè migliaia di significati e di storie.
lunedì 16 novembre 2009
Ciambella al mosto - senza mosto
Tutto è iniziato quando ero piccolo, quindi un bel po' di tempo fa. Mia nonna faceva una quantità industriale di dolci, tutti cotti in un bellissimo ed enorme forno a legna di montagna. Impossibile descrivere i riti (anche perché li tengo gelosamente custoditi nella mia memoria) che precedevano la preparazione del pane, delle pizze e dei dolci. Tutti cotti uno stesso giorno, insieme alle vicine che venivano portando i loro impasti e un po' di legna per collaborare alle spese.
Il lavoro iniziava il giorno prima, quando veniva fatta rinvenire la biga, cioè il lievito madre che si tramandava negli anni nella mattera in cucina. Ma questa è un'altra storia.
La ciambella al mosto era uno dei miei dolci preferiti, perfetto per essere mangiato con un tocco di cioccolato al latte o fondente, oppure spalmato di marmellata. Mia nonna lo faceva nei mesi autunnali, ma aveva anche una versione estiva, senza mosto. Questa ricetta cerca di ricostruire quella variante con qualche differenza data anche dall'impossibilità di avere un forno a legna perfettamente funzionante.
Fate prima di tutto una biga, cioè un impasto, mescolando 300 gr di farina, 35 gr di lievito di birra e 130 gr di latte (aggiungetene un poco se l'impasto è troppo denso). Lasciate lievitare in luogo chiuso (ad esempio il forno) in compagnia di un pentolino pieno di acqua bollente. Il vapore ed il calore presenti renderanno più rapida la lievitazione e l'umidità permetterà all'impasto di non seccarsi.
Prima variante: invece di una rapida lievitazione optate per una lenta; dimezzate la quantità di lievito e lasciate in luogo caldo l'impasto per tutta la notte. Il mattino dopo procedete con la seconda fase della ricetta.
Prendete la biga lievitata (sarà aumentata del doppio di volume) ed unite nell'impastatrice o a mano, 100 gr di zucchero, 4 uova (aggiungetele una alla volta facendole amalgamare, tenete un bianco da parte per la fine) e 1/2 bicchiere di olio. Impastate per alcuni minuti e aggiungete ancora 400 gr di farina e 1/2 bicchiere d'acqua (l'acqua necessaria potrebbe essere anche molta di più). Il risultato finale deve essere una palla di impasto morbida e elastica.
A questo punto potete aggiungere alcuni ingredienti sfiziosi: uvetta, canditi, gocce di cioccolato per i più golosi oppure semi di anice che danno un sapore molto tradizionale. Non è male un goccio di Anisetta Meletti o Cointreau.
Dopo questa scelta si passa ad un ultimo impasto della massa fatto con le mani. Si dividono in pagnotte più piccole e i lascia riposare, sempre al caldo, per circa un'ora o più. Prepariamo il forno a 180°, spalmiamo sulla superficie il bianco dell'uovo avanzato per avere una crosta e inforniamo per 40 minuti circa, ma questo dipende ovviamente dalla grandezza delle pagnotte che avete creato e dalla tenuta del forno. Quindi non date la colpa a me se bruciate qualcosa.
venerdì 16 ottobre 2009
Marmellata di mele e non solo...
Non mi stancherò mai di ripeterlo, quando si trovano dei buoni ingredienti, non bisogna perdere l'occasione e farci un buon dolce oppure preparare una cena succulenta! Avete delle uova fresche di giornata? Allora niente di meglio che un bel ciambellone o un succulento tiramisù. Se vi capita di avere fra le mani qualche chilo di mele biologiche appena colte, non vi viene la tentazione di fare una bella marmellata?
E visto che ho notato che è piaciuto molto il post sulla marmellata di pere, eccomi a raccontare la ricetta di quest'altra marmellata.
Amo la marmellata di mele perché ha un sapore semplice e genuino, che si può unire sia a degli ottimi arrosti saporiti come quello d'agnello sia a dei formaggi non troppo stagionati, e può anche essere un ottimo ingrediente per una crostata. Ma stavolta non volevo fare una semplice marmellata e così, ispirato da una canzone di Zucchero e dai prodotti dell'orto, ho deciso di farla con menta e rosmarino.
Il risultato è entusiasmante e credo proprio che nella prossima produzione aumenterò le dosi delle due aromatiche per un gusto ancora più fresco e deciso.
Ecco allora le proporzioni:
1 kg di mele
400 gr di zucchero
succo di un limone
qualche pezzo di mela cotogna
8 foglie di menta
3 rametti di rosmarino
Tagliare a pezzi la mela mantenendo la buccia (sono mele biologiche) e metterle nella casseruola dove saranno cotte. Unire il succo di un limone e i tocchetti di mela cotogna. Unire lo zucchero e iniziare la cottura a fuoco molto lento. Unire a metà cottura circa la menta e il rosmarino tritati finemente.
La cottura durerà fino a quanto una goccia di marmellata fatta colare su un piatto scivolerà molto lentamente su di esso. Il gas sotto la marmellata deve sempre essere molto dolce e è necessario mescolare di continuo per non far attaccare il composto. Il limone e i pezzi di mela cotogna servono per gelificare il composto senza usare la pectina. La marmellata risulterà probabilmente più scura di quelle in commercio, ma sicuramente più buona e saporita.
Una volta pronta, la marmellata va messa ancora bollente in recipienti sterilizzati precedentemente e chiusa con tappi nuovi a chiusura ermetica. Lasciate raffreddare gli stessi barattoli a testa in giù per creare il vuoto al loro interno. Ricordate che se il tappo del barattolo non fa 'pop' al momento dell'apertura significa che c'era aria all'interno e probabilmente il prodotto è rovinato e pericoloso. Buttate tutto.
Adesso siete pronti per una nuova marmellata da sperimentare e provare, ma prima di iniziare diventate fan di Bacco cliccando qui oppure iscrivetevi al gruppo del nascondiglio di bacco su facebook.
E infine... lasciate un commento!
domenica 30 agosto 2009
Pranzo di fine estate.... da Beccofino da Norcia

lunedì 12 gennaio 2009
Le ricette del Nascondiglio
lunedì 13 ottobre 2008
Il Parini e Gaston
mercoledì 30 luglio 2008
Bufala d'estate
lunedì 30 giugno 2008
norcia e la lenticchia del Pian Grande


giovedì 17 aprile 2008
La piscina - 4
Nel nostro b&b nel sud delle Marche continua la costruzione della piscina a grandi passi. Immaginiamo che anche voi siate in attesa di vedere, come noi, il risultato finale ed intanto noi continuiamo a progettare ed immaginare le piccole finiture e i particolari di questa costruzione. Siamo sicuri che sarà un gran bel risultato e non vediamo l'ora di poterci riposare anche noi su una sdraio in una calda giornata di maggio fra un tuffo ed un po' di tintarella.
venerdì 21 marzo 2008
I PICONI
Siamo quasi arrivati alla Pasqua e per gli amici del Nascondiglio di Bacco vogliamo condividere una ricetta tipica del sud delle Marche: i piconi al formaggio. Si tratta di una semplice ricetta della tradizione contadina che vede protagonista il formaggio, sempre molto abbondante in questo periodo dell'anno grazie alla nascita di tanti agnelli nei greggi di pecore. Per festeggiare nel miglior modo la Resurrezione del Signore, la mattina di Pasqua si faceva colazione, di ritorno dalla messa, con questi piconi, con del buonissimo salame fatto in casa e con uova sode e molto altro. Ovviamente anche nei giorni successivi, i piconi erano il companatico dei pranzi fatti nei campi, durante il lavoro.
Ecco la ricetta (le dosi non sono esatte poiché nella tradizione vale più l'esperienza che la bilancia):
venerdì 8 febbraio 2008
Azienda Agricola Michele
martedì 22 gennaio 2008
Ceramiche, montagna e...
Oggi è stata davvero una bella giornata per noi del Nascondiglio. Lasciando alle spalle il lavoro per la vigna ci siamo concentrati sulla conoscenza del territorio e siamo andati alla scoperta ed alla riscoperta del Piceno. Prima tappa: Acquasanta. Lì la brava Barbara ha una piccola bottega di Maioliche che si chiama "Maiolicando". Divisa fra il negozio e la casa-bottega, troviamo una quantità di piccole opere d'arte, piatti, orologi, porta lettere, decorazioni, gioielli.... un'infinità di arte e creatività modellati dalla creta in tanti modi differenti! La passione e l'allegria rendono le chiacchierate con lei sempre interessanti e vedere cosa può facilmente creare è davvero bello!
lunedì 26 novembre 2007
Scuola di cucina
venerdì 16 novembre 2007
Osteria da Middio
Oggi noi del Nascondiglio di Bacco vi suggeriamo un piccolo gioiello tradizionale di Ascoli Piceno. Se vi troverete a girare in questa splendida città ricca di monumenti e di opere d'arte non potete mancare un pranzo nell'Osteria da Middio, sicuramente una delle più tipiche della città.
Da anni sulla guida di Slow Food, da Middio rappresenta ancora la tradizione di quei vecchi locali pieni di avventori affezionati, tradizioni e cibo molto casalingo. Anni fa era un'osteria ricavata dai locali di un bar. Ai tavolini si sedevano gli anziani per un bicchiere di vino e una partita a carte, non tralasciando mai una accesa discussione di politica.
Oggi Middio è cambiato pochissimo. Il locale è cambiato, ma sono sempre presenti le tovaglie di carta, il vino sfuso (accanto ad alcune bottiglie della zona), e soprattutto il cibo casalingo fatto di antipasti misti, primi con ragù di carne, secondi legati alla disponibilità del mercato oppure alla bontà delle carni. E tutto questo spendendo solamente 13 euro, compreso mezzo litro di rosso.
Quello che manca oggi, purtroppo, è proprio l'oste Middio che è scomparso qualche tempo fa. Alla sua grande forza, alla sua simpatia, al suo accendersi in ogni discussione, soprattutto politica, in molti hanno versato lacrime, tantissimi hanno innalzato i calici in un brindisi, un poeta ha scritto un'epigrafe fuori dal locale (vedi foto).
Ancora oggi rimane però nell'aria la sua presenza. Nelle immagini di Che Guevara appese nel locale, nello stile delle portate, nella famigliarità del luogo.
E chiunue voglia realmente conoscere uno degli angoli più genuini di una bella città di provincia, non potrà mancare una visita per un pranzo nell'osteria "Da Middio".



