martedì 8 dicembre 2009

Se vi accontentate - ovvero i ritmi della bassa.



La pianura padana per me, che sono nato fra colline, mare e montagna, non è mai stata una cosa chiara. Forse sono rimasto all'idea che avevo da bambino, quell'idea legata a Don Camillo e Peppone che nell'immaginario della mia famiglia doveva essere il prototipo di Emilia Romagna e dintorni. Crescendo ho avuto modo di apprezzare la pianura padana per mille motivi, non ultimo per il suo cibo e per la sua cultura, grazie anche all'opportunità che ho avuto di viverla per un anno intero. Ma conoscere le persone fino in fondo, quello non ci sono riuscito. E non per colpa loro, così disponibili. Ma per via del poco tempo libero durante il master.
Ho recuperato grazie a Paolo Leali. E' venuto a trovarci con la sua numerosa tribù qualche settimana fa e ci la lasciato il suo libro di racconti dal titolo 'Se vi accontentate'. Fin dal titolo il libro vuole spiegare e spiegarsi. Non si tratta di un romanzo, di un racconto epico o cose del genere. E' la quotidianità e il suo straordinario. Si tratta della pianura, dei suoi tic, i suoi eroi, i suoi grandi e piccoli amori. Si tratta di una vita trascorsa con delle solide basi, un grande occhio alle cose importanti e salienti che si vedono attraverso i piccoli gesti. Gesti poetici che più di mille trattati sanno spiegare uno stile di vita, una Cultura con la 'C' maiuscola, una sensazione dell'animo. Due coppie di genitori così uguali e così diversi spiegano cosa può significare quel grande fiume che scorre lento per chi gli abita vicino. 'Il ladro' racconta la passione per la cultura, della possibilità, rara, se non unica, di poter dire la propria e farla sentire al prossimo, anche nei modi più impensati. I racconti sulla Bassa in 2000 parole sono un felicissimo esperimento di buona scrittura.
Grazie ancora a Paolo per averci regalato questo suo libro che ho letto con piacere, attenzione e sentendone trasudare un clima di realtà e vita molto rari sulla carta stampata. Lo lasceremo sulla nostra libreria, con la nota: "Questo libro non ha prezzo, nel vero senso della parola. Chiunque leggerà queste parole può ritenersi autorizzato a sentirsene proprietario. Paolo."




Pubblichiamo qui questo commento perché può essere utile a chiunque voglia apprezzare questo libro 'dal vivo':
Ehi, se volete una copia del libro, si puo' anche richiederla all'autore all'indirizzo ventisetteblu@gmail.com
cari saluti, roberto


Grazie Roberto!

12 commenti:

Marta ha detto...

Anch'io voglio leggerlo!

raffaele ha detto...

sta nella libreria del Nascondiglio, chi primo arriva....

Marta ha detto...

Ma tu sai che io ho una lettura "abbastanza" veloce.. magari lo leggo e voi neanche ve ne accorgete! ;-)

raffaele ha detto...

'abbastanza' è un eufemismo, ma non vorrei sovraccaricarti! In ogni caso il libro ti aspetterà qui con le sue immagini e i suoi racconti!

Biancifiore ha detto...

visto che marta è veloce (e io lentissima!) mi prenoto per seconda!!! la tua recensione è davvero bella, la prossima volta che mi capita di scriverne una mi rivendo la mmasciata! ; )

raffaele ha detto...

Se vuoi puoi scrivere direttamente questa recensione cambiando il titolo e altri particolari, per me va bene, non ci sono problemi. ;)

chicca ha detto...

Ciao, ho letto la tua recensione, che in me che sono cresciuta all'ombra del grande fiume, ha risvegliato malinconici ricordi, e sono tornata indietro nel tempo, quando nuotavo nel grande fiume (allora ancora si poteva), e ancora ripenso alla pesca in autunno nelle lanche in cerca del pescegatto più grande.... e mi fermo qui, e ti ringrazio di avere risvegliato quella parte sopita della mia memoria... a presto
chicca

raffaele ha detto...

@ Chicca: è stato un piacere, come d'altronde è stato un piacere leggere il libro di Paolo Leali che mi ha fatto conoscere i retroscena e le ricchezze di una regione che ho potuto conoscere solo in parte. Adesso anche io sento un po' la nostalgia del Grande Fiume...

Roberto Gorrieri ha detto...

Ehi, se volete una copia del libro, si puo' anche richiederla all'autore all'indirizzo ventisettebu@gmail.com

cari saluti,
roberto

Paolo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Paolo ha detto...

Caro amico Raffaele,
voglio ringraziarti per le belle parole che hai voluto dedicare alla lettura del mio “Se vi accontentate”. Spero di meritamele tutte, ma se hai sentito il desiderio di esprimerle significa che qualche emozione devi averla provata.
Ti manderò una copia del primo “Ventisette Blu” sperando che ti piaccia come l'altro.
A proposito di emozioni, desidero parlarti quelle che ho provato la sera che mi sono fatto a piedi e da solo la strada che conduce al “Nascondiglio di Bacco” dopo aver lasciato la strada principale ed incamminato per il viottolo sterrato.
Avevamo passato la serata tutti assieme in quella pizzeria dove ci avevate portato tu e Dwight: mangiato bene, bevuto il giusto, io avevo anche dimenticato per una volta la mia dieta da celiaco. Del resto di fronte a tante e tali tentazioni non era giusto incaponirsi in una scelta di sacrificio che, seppur necessaria, ammette qualche distrazione.
È stato forse anche il desiderio di espiare questo senso di colpa che mia fatto chiedere a Corrado di fermare la macchina appena dopo aver svoltato nel viottolo che conduce al “Nascondiglio” per poi raggiungervi a piedi. Devo confessare che non era la prima volta che avevo fatto una cosa del genere; mi è capitato in altre occasioni di percorrere il tragitto ristorate-casa di notte in aperta campagna, ma sempre in compagnia di amici con cui discorrere anche delle cose più inusuali ed il cui ricordo svanisce con la luce del giorno dopo.
In ogni caso, sempre strade conosciute, percorsi famigliari senza il dubbio di incontri imprevisti.
Quella sera, anzi notte ormai, è stata una cosa diversa. Me ne sono reso conto appena l'auto di Corrado ha svoltato dietro una curva e le luci rosse dei fanali posteriori erano svanite nel buio.
Rischierei di cadere nel banale o fare retorica se cercassi di raccontare tutta una serie di percorsi emotivi legati anche a lontani ricordi o personalissime associazioni ancorate a letture o storie dell'infanzia, ma alcune impressioni provate in quella mezzora passata da solo, nel buio totale, in un posto nuovo, ancora le porto con me. Non dimenticherò mai lo strano effetto che mi ha provocato l'impossibilità di vedere le mie scarpe e dove appoggiassi il passo, o l'ansimare insistito nel momento della salita che porta alla chiesetta romanica dove la presenza di una piccola luce rappresentava l'invito a moltiplicare lo sforzo. Piacevole la discesa verso il “Nascondiglio” , le figure degli amici che si intravedevano da lontano, il giro di grappa che per loro non era certamente il primo.
Caro Raffaele è stata una esperienza non banale che tu potresti anche consigliare a qualcuno dei tuoi ospiti purchè nuovi del posto e disposti a farla da soli.
Se dovessi descriverla con poche parole, userei: io, terra, Terra, palpitazioni, cane che abbaia, tempi lontani.
Nel film “Amarcord” di Fellini c'è una scena che può riassumere molte delle cose di cui ti parlo; il vecchio padre esce di casa avvolto nel suo tabarro e si trova immerso in una nebbia talmente fitta da perdere l'orientamento. Improvvisamente gli appare un grande toro immobile, imponente figura simbolica a incarnare, credo, le stesse sensazioni che ti elencavo.

Spero nella tua indulgenza per ridurre alla giusta portata il senso di queste riflessioni.
Cordiali saluti
Paolo.

raffaele ha detto...

Caro Amico Paolo,

le tue parole spiegano decisamente meglio delle mie la tua capacità di trasmettere sensazioni e passioni che è bene evidente nel libro. E' raro trovare un'ispirazione e una chiarezza come la tua, la passione per le proprie storie e per i propri luoghi. Sono contento che anche il Nascondiglio ti abbia fornito ispirazione e, proprio per la capacità di questi luoghi, io ho deciso di fare le mie scelte e vivere in campagna da contadino.
Condivido con te alcune delle parole che hai scelto per descrivere la strada, soprattutto Terra, non solamente quella che senti sotto i piedi, ma anche quella in cui ti puoi immergere mille volte. Aggiungo un'altra parola, magari per un giorno, spero non lontano in cui tornerai (e tornerete) a trovarci: Alba. Soprattutto quelle più fredde del periodo invernale.
Attendo con molto piacere la tua opera prima, "ventisette blu" e i suoi racconti e i suoi ambienti.
Per conoscere ancora un po' la bellezza e la cultura della Bassa.
Grazie per essere passato a trovarmi e per le tue importanti parole.
Raffaele

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